martedì, 16 giugno 2009, ore 15:38

viaggio ai confini della normalità

Scelgo di partire da Bologna verso Catania e non dalla solita Firenze per motivi biecamente pratici di costo del biglietto ed orario.

Il treno scelto per recarmi a Bologna (un intercity plus che ti plus non ha proprio niente), al mio arrivo in stazione, porta già 40 minuti di ritardo. Primo panico, superato dopo i primi quattro conti, un paio di telefonate e rassegnazione. Venti minuti d'attesa ed i minuti di ritardo diventano 80 (notevole considerato che il tempo di percorrenza della tratta si aggiri sui 60/70 minuti).

Inizia il viaggio della novella Ulisse. Prendo un treno al volo diretto alla stazione centrale per prendere altrettanto al volo un treno in partenza per Bologna. Ho il volo alle 14.30 e il treno arriverà alle 13.20 alla stazione di Bologna. Siamo a contare i minuti.

Arrivata a Bologna corro (ebbene sì, corro anch'io) verso un taxi che comprende telepaticamente il mio stato e mi carica in una frazione di secondo verso l'aeroporto. Non c'è traffico (nonostante le funeste previsioni dei miei compagni di viaggio).
Ore 13.35 check in fatto. Valigia andata. Mi rilasso.

Il peggio è passato, penso ... Illusa. Il meglio deve ancora arrivare.

Dopo una serpentina ridicola (più ridicola di quella dell'aeroporto di Catania) mi trovo a passare i controlli. Un agente mi guarda storto.

"Perchè mi guardi storto agentino? Ho solo un pc e una borsa enorme, ho l'aria stanca, un camicetta a righe e una moneta siracusana al collo! Sembro una bambina! Perchè mi guardi male????"
Noncurante di ciò che comunicavo con lo sguardo, l'agente si avvicina alla mia borsa e me la sfrega con un fascettina che poi analizza immediatamente al computer....

.... sento già le sigle di CSI...

Ho la borsa terrorista!!!! No, non lo è. L'agente deluso mi ingnora ed io mi imbarco.

Olè, penso, è fatta! Cretina.

Entro in aereo e mi accoglie un assistente di volo con un crocifisso di legno enorme appeso al collo che attira il mio sguardo "discreto". L'omino risponde al mio sguardo guardandomi a sua volta ma non negli occhi. Stavo già mandandolo a quel paese quando mi dice: "Moneta romana?"

Sorrido, percorro l'aereo ed incrocio l'hostess più annoiata del mondo che si sta mangiando le unghie e si ripassa le istruzioni di volo scritte su un foglietto (!!!!!!!)

Il terzo assistente di volo mi sistema le borse e mi fa sedere al mio posto facendo alzare una signora che solo alla fine scoprirò disabile (!!!!)

Vabbè, personale strano, ma è fatta. SI parte.

MAcchè!!!

Dopo mezz'ora di attesa, il capitano si manifesta con la sua voce maschia e calda spiegandoci che il ritardo è dovuto ad un "problemino" del bagaglio in stiva e che devono procedere pure a bilanciare l'aereo, o MEGLIO a BILANCIARE I PASSEGGERI DELL'AEREO.

A questo punto mi sono sentita nel video "Learn to fly" o ne "l'aereo più pazzo del mondo".
Gli assistenti di volo con lo sguardo di Mara Maionchi iniziano a selezionare le persone da spostare. Aventi, indietro. Alla fine, tutti indietro.

Altra attesa.

Un bimbo - seduto dietro di me - dice "ma perchè non partiamo?" e il signore seduto accanto a me..."ci faranno spingere?"

Poi, partenza quasi normale, arrivo decente. Il viaggio è finito.
Che stanchezza!!!!
dariotta
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giovedì, 11 giugno 2009, ore 15:37

Vita da nomade


mi si addice questo titolo, si addice alla mia attuale vita. Non sto mai ferma, una settimana qui e tre a Siracusa, poi di nuovo a Firenze, due settimane di scavo nel livornese (o chissà dove, non ricordo) e poi Firenze, Siracusa, forse un'estate tranquilla, esami a bizzeffe e di nuovo valigie da fare e lavori da eseguire.
Ne gode l'Alitalia che prima o poi mi ringrazierà ufficialmente con un comunicato stampa, ne gode il mio lavoro perchè - con le dovute scaramanzie del caso - sta andando bene.
ne gode di meno la mia vita sociale e di sicuro la resistenza del mio fisico.


Un nomade.

E' il lavoro che mi sono scelta. Non posso lamentarmi. A volte sono solo un po' stanca. Ma
sono abbastanza giovane e sognatrice per viverla così.
Ma veramente non ho di che lamentarmi, perchè almeno sul fronte lavorativo - con la dovuta scaramanzia - tutto procede nella giusta direzione.

Poi, lo ammetto, qualche valigia l'ho fatta per una fuga musicale, dietro a delle note; non è un mistero che per ascoltare Pacifico ho girato l'Italia e sono pronta a farlo ancora, ancora, ancora. Sono una partigiana pacifica - è vero - ma credetemi per i suoi live valgono tutti i km che ho macinato in questi anni...e sono tanti.

Certo, la vita sociale langue un po'; mi rendo conto che sia difficile starmi dietro...ma che ci posso fare????

Chi cerca di afferrarmi non si arrabbi, nè si allontani.
In fondo, non è necessario afferrarmi, basta seguirmi e prendere la vita per
come viene.

Ed ora, musica maestro:

dariotta
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domenica, 07 giugno 2009, ore 10:17

vabbè, dovrei seriamente studiare ed invece faccio altro. Si vede quanto questo esame mi interessi.

Parliamo di cose più serie: fino alle 22 si potrà votare. Vogliamo andarci? Vogliamo votare secondo la nostra testa evitando l'assurdo discorso del VOTO UTILE? Ma poi, UTILE a chi?

Bene, io voterò Sinistra e Libertà, voterò Fava e Vendola. Fatelo anche voi
dariotta
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sabato, 30 maggio 2009, ore 12:13

è tutto molto semplice. basterebbe solo parlare in sincerità. Ciò che sembrava non era, ciò che era non è stato manifestato.
è tutto molto semplice. Rimetto tutto nel mio fagotto e ascolto un po' di musica perchè risani il mio corpo provato dagli ultimi mesi.
Già mi risano con la musica come Superman con il sole.
Mi divertirebbe di più parlarne...
dariotta
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categoria : pensieri

lunedì, 20 aprile 2009, ore 16:05

capita di raro uno di quei momenti nei quali tutto ti soddisfa e ti fa dimenticare quelle cose che latitano non per colpa tua. E quindi, avanti con la buona musica; con un buon libro che ti soddisfa pagina per pagina; con una buona notizia, con un bimbo nato; con una lezione che è un piacere ascoltare tanto da non riuscire a prendere appunti per non perdere nemmeno una parola (ironia della sorte).

Un semplice piatto di pasta, un occhiolino da parte di un amico, una risata e quella faccia che ti ricorda l'amaro che hai in fondo alla gola sparisce.
dariotta
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mercoledì, 15 aprile 2009, ore 11:33

dariotta
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domenica, 12 aprile 2009, ore 17:36

ieri sera ho finito di leggere un bel libro, un giallo avvincente: Niente di  vero tranne gli occhi - Giorgio Faletti

Sono sempre triste quando arrivo all'ultima pagina di un libro bello. E' un'epsressione infatile forse, ma esprime il mio pensiero esattamente. Ho chiuso il libro ed ho detto: Bello, peccato che è finito.
dariotta
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mercoledì, 08 aprile 2009, ore 18:57

ora  per l'Abruzzo servono soldi. Strano che Berlusconi rifiuti l'aiuto degli USA (lasciando, in seconda sede, loro la possibilità di aiutare a ricostruire quelle tre pietre dei Beni Artistici) per poi dichiarare: Servono Soldi.
Gazie al cavolo. Ma chi sarà il fornitore di questi soldi?

Ritengo giuste, naturali e civili le diverse collette sorte da più parti. Ma lo Stato da dove vuole far uscire questi soldi. Va bene, ci sarà il fondo per i disastri. Ma non bastano mica. La Protezione Civile ha un suo fondo. Bene. L'Europa, c'è pure un fondo Europa.

Ma perchè non si convogliano i soldi del superenalotto? Peraltro, gli incassi delle lotterie statali, una volta, andavano proprio per il mantenimento e la protezione dei monumenti.

LA Chiesa, per una sola volta, può aprire il portafoglio ed aiutare a ricostruire le chiese?

Mentre scrivo, un pensiero mi sorge. Se mettiamo in fila tutti questi salvadanai, forse forse agli USA potremmo chiedere un aiuto diverso, utile e mirato.

L'Italia è un paese  economicamente malato; l'Abruzzo è in ginocchio. Visto che si parla di persone, migliaia, è possibile per una volta non fare gli sbruffoni ed accettare un aiuto?
dariotta
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lunedì, 06 aprile 2009, ore 15:06

L'Abruzzo si sta appoggiando all'Avis del Lazio, CERCANO URGENTEMENTE SANGUE DI RH 0 NEGATIVO. Per INFO 06 491340



per favore fate girare questo post
dariotta
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venerdì, 03 aprile 2009, ore 13:05

bene, abbiamo dimostrato di sapere la teoria, di aver studiato, di avero assimilitato e resi nostri i concetti.


Ora, vogliamo o no passare alla PRATICA
?????
dariotta
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